domenica 7 agosto 2016

Krakow 2016: Via crucis con Francesco

«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato,
ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36).

Queste parole di Gesù vengono incontro all’interrogativo che più volte risuona nella nostra mente e nel nostro cuore: “Dov’è Dio?”. Dov’è Dio, se nel mondo c’è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre? Dov’è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch’essi soffrono a causa di gravi patologie? Dov’è Dio, di fronte all’inquietudine dei dubbiosi e degli afflitti nell’anima? Esistono domande per le quali non ci sono risposte umane. Possiamo solo guardare a Gesù, e

sabato 6 agosto 2016

Krakow 2016: Francesco accoglie i giovani

Cari giovani, buon pomeriggio!

Finalmente ci incontriamo! Grazie per questa calorosa accoglienza! Ringrazio il Cardinale Dziwisz, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e laici e tutti coloro che vi accompagnano. Grazie a loro che hanno reso possibile la nostra presenza qui oggi, che si sono “messi in gioco” perché potessimo celebrare la fede. Oggi noi, tutti insieme, stiamo celebrando la fede!

In questa sua terra natale, vorrei ringraziare specialmente san Giovanni Paolo II [grande applauso]- forte! forte! - che ha sognato e ha dato impulso a questi incontri. Dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli, culture, lingue così diverse con un solo motivo: celebrare Gesù che è vivo in mezzo a noi. Avete capito? Celebrare Gesù che è vivo in mezzo a noi!

venerdì 5 agosto 2016

Krakow 2016: Francesco ai giovani Italiani

D. – Buonasera, Santità. Innanzitutto grazie, perché ha trovato il tempo – pur essendo appena arrivato a Cracovia – per collegarsi con noi. Non ha voluto rinunciare a essere qui con noi, questa sera. Grazie, Santo Padre. Ci sono dei ragazzi qui che, a nome dei 90 mila italiani presenti a Cracovia, vorrebbero rivolgerLe alcune domande, e sono qua, i giovani. Prego.
Ragazza:
Dopo l’incidente ferroviario del 12 luglio noi abbiamo paura a prendere il treno. Io, ogni giorno, prendo il treno per andare all’università, e quel giorno non ero sul treno per un puro caso. Ogni giorno mi siedo nelle prime carrozze, e lì incontravo e salutavo Luciano, uno dei macchinisti che purtroppo ha perso la vita nell’incidente. Noi, in quei treni, ci sentiamo a casa, ma adesso abbiamo paura. Voglio chiedere: come possiamo tornare alla normalità? Come possiamo abbattere questa paura e continuare, riprendere a essere felici anche su quei treni che sono i nostri treni, la nostra seconda casa?
Papa Francesco:
Quello che è successo a te è una ferita; alcuni, nell’incidente, sono stati feriti nel corpo, e tu sei stata ferita nel tuo animo, nel tuo cuore, e la ferita si chiama paura. E quando tu senti questo, senti la ferita di uno shock.

mercoledì 3 agosto 2016

E. Nicolò: E il mare non c'era più

Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.(Apocalisse 21, 1-2)

Il mare si infrangeva spumeggiando contro l’alta scogliera. Le bianche creste delle onde contrastavano col terriccio marrone scuro della scarpata, sopra gli scogli. Dalla cima del dirupo, in quell’assolato pomeriggio estivo, quei colori sembravano mescolarsi mirabilmente con il blu del mare, l’azzurro del cielo e le altre tinte della natura all’intorno: il verde dell’erba e dei radi cespugli e quello dei pini che svettavano sull’orlo del ripido pendio. Gli unici suoni erano quelli delle onde, giù in basso, e il canto di qualche cicala sugli alberi. Il sentiero che ridisegnava i contorni dell’orlo del dirupo, qualche metro all’interno, era deserto e, per quanto Pietro e il nonno si guardassero ogni tanto intorno, nessuno era in vista per tutta la scogliera. Pietro si teneva saldamente ancorato alla grande mano del nonno e,

sabato 9 luglio 2016

Un'estate formidabile

Questa sera mi voglio vantare. Zitti tutti.
Abbiamo vissuto un Oratorio Estivo formidabile: Perdiqua, Grest 2016 rimarrà nella storia dell'Oratorio san Luigi, nel cuore di Lecco dal 1844, come una formidabile stagione.
Mi riferisco certo ai numeri da capogiro: 300 iscritti, 80 animatori, una festa con 400 persone a tavola insieme, gita da 4 pullman ecc.

- Salve don, lei non mi conosce, sono XXX, senta, se lei è d'accordo mi piacerebbe fare l'animatore.

martedì 5 luglio 2016

Per Lucio Battisti, di V. Zeichen

Anche i poeti che fanno lo stage
nelle torri d’avorio, sull’Atlantico
dove meditano sui millenni
fischieranno un tuo motivo
come le sirene delle navi.
Non si conosce nostalgia
che non sia da lontananza
fin dalle frecce preistoriche degli addii.
Perciò le canzoni accompagnano le vite
mentre la buona poesia i secoli.

Valentino Zeichen

domenica 3 luglio 2016

Cazzullo sul Corriere intervista il Card. Scola

Cardinale Scola, lei è a Milano da cinque anni, ed è reduce dalla visita pastorale nella diocesi. Come l’ha trovata?«Un’esperienza sorprendente. Mi ha colpito la qualità e la quantità della partecipazione: alle assemblee non eravamo mai meno di 500 e spesso più di mille. E non è mancata gente che non frequenta la parrocchia. È emersa una realtà consapevole del grande cambiamento in atto. Permane nel nostro popolo un senso della fede spontaneo, l’importanza di Dio, di Gesù nella vita. Lo si nota anche dalla partecipazione all’eucaristia, che certo non ha più le frequenze di prima degli anni 70, però è molto più consapevole: viene in chiesa chi è convinto».

È finita la ritirata del cattolicesimo nella società?