Oggi compio 17 anni di Messa. Non si dice così ma tant'è. Mi lascio andare alla mia amata malinconia (che non è tristezza ma memoria di chi sono).
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sabato 8 giugno 2019
lunedì 5 novembre 2018
4 novembre 1918 - 4 novembre 2018
Sono rimasto profondamente commosso nel vedere devastato il mio amato Cadore.
Ho imparato da mio cugino Marco ad amarlo quando a diciott'anni mi ha portato per la prima volta sulle dolomiti. Era il mio primo Trekking in alta montagna, prima le gite in montagna le mal sopportavo. Allora scoprii una bellezza infinita e non ho mai smesso di proporla ai miei giovani amici. Montagna rosa, montagna traforata, montagna che s'innalza maestosa, si fa ghiaia e nascostamente si allunga fino al Resegone.
Poi altri amici - uno su tutti il mitico Mauro Cargnel - mi hanno raccontato le storie di quei monti e mi hanno fatto passare per le gallerie della Grande Guerra raccontandomi aneddoti incredibili degli uomini che lì hanno combattuto. Neve, ghiaccio e rocce furono scavate per creare tunnel, trincee, basi e gallerie. Uomini che portavano i cannoni in spalla fino a duemila o tremila metri di altezza. giorni, mesi ed anni trascorsi in montagne bellissime e terribili. Giovani vite spezzate per difendere l'Italia, per creare l'Italia. Si rimane ancora senza parole nel rievocare
Ho imparato da mio cugino Marco ad amarlo quando a diciott'anni mi ha portato per la prima volta sulle dolomiti. Era il mio primo Trekking in alta montagna, prima le gite in montagna le mal sopportavo. Allora scoprii una bellezza infinita e non ho mai smesso di proporla ai miei giovani amici. Montagna rosa, montagna traforata, montagna che s'innalza maestosa, si fa ghiaia e nascostamente si allunga fino al Resegone.
Poi altri amici - uno su tutti il mitico Mauro Cargnel - mi hanno raccontato le storie di quei monti e mi hanno fatto passare per le gallerie della Grande Guerra raccontandomi aneddoti incredibili degli uomini che lì hanno combattuto. Neve, ghiaccio e rocce furono scavate per creare tunnel, trincee, basi e gallerie. Uomini che portavano i cannoni in spalla fino a duemila o tremila metri di altezza. giorni, mesi ed anni trascorsi in montagne bellissime e terribili. Giovani vite spezzate per difendere l'Italia, per creare l'Italia. Si rimane ancora senza parole nel rievocare
domenica 21 ottobre 2018
Giocare con i bambini è un segno di maturità
Venerdì 13 Ottobre Papa Francesco ha ricevuto in udienza i seminaristi della Lombardia e si è intrattenuto con loro dialogando e rispondendo alle loro domande. Un milanese gli ha chiesto:
venerdì 14 ottobre 2016
Giovanni Paolo II, Bob Dylan e... Biffi!
venerdì 20 maggio 2016
C'era una volta Marco Pannella
Quando c'era il cattolicesimo in Italia, c'era anche opposizione. La Chiesa non era solo un ospedale e un cassonetto della Caritas ma c'erano idee e militanti attivi e cattolici. Poi c'erano i nemici della Chiesa coi capelli lunghi,
domenica 21 febbraio 2016
Senza Eco
Non avrebbe potuto offendersi questa sera il prof. Umberto Eco ascoltando i titoli dei massimi telegiornali italiani.
- Rosi vince l'orso d'oro
- Cindy Crawford compie 50 anni
- All'età di 84 anni si è spento il prof. U. Eco
- Cameron ottiene ciò che voleva per evitare il brexit
- Totti litiga con Spalletti: sono stato serio con la Roma, pretendo rispetto
- Rosi vince l'orso d'oro
- Cindy Crawford compie 50 anni
- All'età di 84 anni si è spento il prof. U. Eco
- Cameron ottiene ciò che voleva per evitare il brexit
- Totti litiga con Spalletti: sono stato serio con la Roma, pretendo rispetto
giovedì 11 febbraio 2016
C'è davvero bisogno dell'Oratorio?
Un ottimo parroco delle nostre parti ha costruito un nuovo edificio per l'Oratorio del suo paese. Ha fatto davvero un bel lavoro. Nella settimana di don Bosco ha organizzato una serata per collaboratori ed amici dal titolo semplice e chiaro: l'Oratorio oggi.
Con mia grande stupore sono stato invitato a parlare. Devo ringraziare molto questo parroco simpatico e concreto figlio della migliore tradizione lombarda perché era un bel pezzo che nessuno mi invitava più a parlare (cosa che non mi spiego dato che oltre ad essere molto bello credo anche di essere un buon oratore).
La serata
martedì 15 settembre 2015
Il Crocifisso sorridente di Lérins
Al mio maestro Giacomo Biffi piaceva la polemica. Essendo intelligente e furbo ci entrava solo se era sicuro di avere ragione. Non lo preoccupava il fatto di avere tanti nemici o nemmeno di essere solo a sostenere la disputa. Anzi nell'essere da solo provava il gusto, che condivido, dell'esser bastian contrario. Cercava sempre e solo di stare dalla parte del vincitore cioè del Crocifisso risorto. L'obbedienza alla verità era l'unica cosa che davvero lo interessava.
Succedeva talvolta che l'ardore della discussione lo facesse accalorare e rischiasse di far tracimare la critica intelligente verso il crinale della rabbia. Allora era capace subito di fermarsi e di commentare: "meglio non proseguire con questi discorsi, si rischia di perdere il buon umore".
Succedeva talvolta che l'ardore della discussione lo facesse accalorare e rischiasse di far tracimare la critica intelligente verso il crinale della rabbia. Allora era capace subito di fermarsi e di commentare: "meglio non proseguire con questi discorsi, si rischia di perdere il buon umore".
sabato 25 luglio 2015
Molto tempo fa' ebbi la fortuna di imbattermi nel Cardinale Giacomo Biffi
Molto tempo fa' ebbi la fortuna di imbattermi nel Cardinale Giacomo Biffi. Ero in un periodo assai probante della mia vita con molto lavoro e molte tensioni. Mi accorgevo però che nel mondo non si può stare se non con una ipotesi di partenza. Io chi sono? Tu chi sei? ci insegnava ad interrogare con ignaziana precisione il Cardinale Martini di cui ci vantiamo di essere figli della vecchiaia.
mercoledì 10 giugno 2015
martedì 21 aprile 2015
Elio Toaff, il professore
- Al sabato io riposo tutto il giorno, fino a far arrabbiare mia moglie eh eh. Di venerdì aspetto alla finestra che spunti la prima stella per vedere quando inizia il sabato e da lì in poi fino alla prima stella della domenica non faccio proprio nulla eh!
- scusi professoò, e se iè nuvolo?
- riposo ancora un po' che tanto non si sbaglia!
Su di una sedia di ferro e nylon appena all'ombra del tendone di un bar non certo di lusso sedeva Elio Toaff il più grande ebreo dell'Italia repubblicana che oggi è entrato in paradiso.
- scusi professoò, e se iè nuvolo?
- riposo ancora un po' che tanto non si sbaglia!
Su di una sedia di ferro e nylon appena all'ombra del tendone di un bar non certo di lusso sedeva Elio Toaff il più grande ebreo dell'Italia repubblicana che oggi è entrato in paradiso.
sabato 13 dicembre 2014
100.000 contatti e quattro puntini sulle "i"
Il contatore dei contatti (quasi una ripetizione) giunge a 100.000. Vorrei celebrare il raggiungimento del traguardo. Un piccolo blog come questo, iperindividualista, clericale, conservatore e copione ha comunque creato una sua piccola cerchia di affezionati lettori. Sfrutto l'occasione per mettere alcuni puntini sulle "i".
"i" come inizio
Un prete mio amico mi ha mostrato il blog del suo oratorio. Nel giro di 30 secondi è nata in me una invidia fortissima. Che ho represso, come sempre, all'inizio. Alla sera, in momento assai bello e durissimo della mia vita mi sono gettato. Tanti fessi scrivono fesserie, perchè io no?sabato 9 novembre 2013
martedì 3 settembre 2013
Memorie di Prato - 5
Memorie di un prete di Prato - 5
Ringraziamenti
Se considero questi 10 anni non posso non riconoscere molte
grazie con cui l’Altissimo ha voluto sostenermi. Ne cito alcune:
Innanzitutto i preti.
Da subito don Tino, mio primo parroco insistette sull’importanza dell’unità tra
noi sacerdoti e don Maurizio in continuità ha proseguito. Ogni settimana una
mattina intera era dedicata al confronto aperto sulla pastorale e sulla vita.
Appena fu possibile iniziammo a
lunedì 2 settembre 2013
Memorie di Prato - 4
Memorie di un Prete di Prato - 4
Esperienze Pastorali
La crisi delle vocazioni
Molti dei
cambiamenti di questi anni sono stati determinati da quel fenomeno chiamato
comunemente “crisi delle vocazioni”. Fino agli anni ‘90 in parrocchia oltre
all’assistente dell’oratorio maschile erano presenti: l’assistente
dell’oratorio femminile, due suore dedicate, 12 suore per la scuola, un prete
anziano residente e l’assistente dell’oratorio nella parrocchia di san Carlo.
Oggi al posto di tutte queste figure
domenica 1 settembre 2013
Memorie di Prato - 3
Memorie di un prete di Prato - 3
Esperienze pastorali
In questi anni mi è toccato di affrontare alcune questioni
che oggi si direbbero “pastorali”. Ecco le riflessioni maturate.
I «tamarri»
L’oratorio al mio arrivo si presentava con una buona
frequenza quotidiana, un solido team di catechiste e un bel gruppo di
adolescenti e giovani che don Paolo
giovedì 29 agosto 2013
Memorie di Prato - 2
Senza retorica credo che si possa se affermare che l’Oratorio Pratocentenaro è uno degli oratori più importanti
di tutta la città.
mercoledì 28 agosto 2013
Memorie di Prato - 1
Memorie di un prete di
Prato
Storia
Pratocentenaro
"Pratocentenaro" (o “Prato Centenaro” che dir si voglia) ha origini antiche ma fino al Novecento era un paese costituito di cascine e contava poche decine di abitanti. Nel primo dopo guerra, la crescita vertiginosa della città e la rapida industrializzazione hanno portato tutti i comuni e le frazioni dell’area nord ad essere inglobati in Milano. E’ successo a Niguarda, Greco, Turro, Affori, ecc.: piccoli borghi rurali sono diventati popolose periferie. La popolazione contadina, tradizionalmente vicina alla parrocchia, si è trovata ad accogliere una grossa massa di nuovi abitanti
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