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sabato 17 marzo 2018
Sant'Ambrogio e la vittoria di Cristo di Simone Simeoni
All’alba del IV secolo l’Impero romano era confuso e travagliato da cruente lotte interne, asserragliato nei propri confini mentre orde di barbari lo assediavano da ogni lato, attratti dalla ricchezza come avvoltoi dall’odore del sangue. La fase tetrarchica e il lungo impero costantiniano avevano restituito stabilità e potenza, ma per ogni problema che veniva risolto se ne aprivano di nuovi, a volte più virulenti di quelli appena risolti. Ad esempio il famoso editto di Milano del 313, emanato proprio da Costantino, aveva sì messo fine alle persecuzioni anticristiane che avevano sconvolto le province imperiali nei decenni precedenti, ma aveva anche problematizzato la situazione religiosa dello Stato. Il cristianesimo doveva ora rapportarsi in modo diverso non solo all’Impero che lo riconosceva come lecito, ma anche alle altre religioni che, agli occhi del potere romano, detenevano il suo stesso status. E, come spesso accade
venerdì 26 gennaio 2018
La leggenda di san Cristoforo
Cristoforo era un Cananeo, un gigante dotato di grande forza e imponenza fisica. Era un guerriero ed aveva anche un volto che incuteva terrore in tutti (cinocefalia). Aveva un grande desiderio: quello di mettersi al servizio dell’uomo più forte. E si mise alla ricerca. Trovò dapprima un re potente e, ben contento, si mise al suo servizio.
Ma un giorno
in presenza di un giocoliere che cantava una canzone nella quale si nominava il diavolo, vide che il re, tutte le volte che lo si nominava, si faceva il segno della croce. Cristoforo, dubbioso e inquieto, chiese al re la spiegazione del suo comportamento. Visto che questi tentennava,
in presenza di un giocoliere che cantava una canzone nella quale si nominava il diavolo, vide che il re, tutte le volte che lo si nominava, si faceva il segno della croce. Cristoforo, dubbioso e inquieto, chiese al re la spiegazione del suo comportamento. Visto che questi tentennava,
giovedì 6 aprile 2017
Battezzata con acqua di mare
Himalk il marinaio, allegro e temibile, con una scintillante criniera bianca, e una mangusta arrotolata al collo come una sciarpa. Himalk non protegge solo Giulia. È sempre pronto ad aiutare le prigioniere, le difende dalle violenze della ciurma. E per questo
mercoledì 3 agosto 2016
E. Nicolò: E il mare non c'era più
Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.(Apocalisse 21, 1-2)
Il mare si infrangeva spumeggiando contro l’alta scogliera. Le bianche creste delle onde contrastavano col terriccio marrone scuro della scarpata, sopra gli scogli. Dalla cima del dirupo, in quell’assolato pomeriggio estivo, quei colori sembravano mescolarsi mirabilmente con il blu del mare, l’azzurro del cielo e le altre tinte della natura all’intorno: il verde dell’erba e dei radi cespugli e quello dei pini che svettavano sull’orlo del ripido pendio. Gli unici suoni erano quelli delle onde, giù in basso, e il canto di qualche cicala sugli alberi. Il sentiero che ridisegnava i contorni dell’orlo del dirupo, qualche metro all’interno, era deserto e, per quanto Pietro e il nonno si guardassero ogni tanto intorno, nessuno era in vista per tutta la scogliera. Pietro si teneva saldamente ancorato alla grande mano del nonno e,
Il mare si infrangeva spumeggiando contro l’alta scogliera. Le bianche creste delle onde contrastavano col terriccio marrone scuro della scarpata, sopra gli scogli. Dalla cima del dirupo, in quell’assolato pomeriggio estivo, quei colori sembravano mescolarsi mirabilmente con il blu del mare, l’azzurro del cielo e le altre tinte della natura all’intorno: il verde dell’erba e dei radi cespugli e quello dei pini che svettavano sull’orlo del ripido pendio. Gli unici suoni erano quelli delle onde, giù in basso, e il canto di qualche cicala sugli alberi. Il sentiero che ridisegnava i contorni dell’orlo del dirupo, qualche metro all’interno, era deserto e, per quanto Pietro e il nonno si guardassero ogni tanto intorno, nessuno era in vista per tutta la scogliera. Pietro si teneva saldamente ancorato alla grande mano del nonno e,
giovedì 8 ottobre 2015
Quel tè tra le baracche
Era come se il destino volesse realizzare il suo desiderio. «Il bene si fa e si dimentica» diceva. La malattia, nei suoi ultimi anni di vita, gli ha fatto dimenticare tutto. Le persone che, come me, l’hanno conosciuto e alle quali ha cambiato completamente la vita, invece, se lo ricordano; per sempre.
Io dovevo insegnargli la lingua del Paese dove era arcivescovo; lui mi ha insegnato ad amare l’altro senza aspettarsi nulla in cambio. «La vostra religione è molto difficile per me», gli dicevo scherzando. «Se qualcuno mi dà uno schiaffo io non posso porgergli l’altra guancia. Come minimo, gli do due schiaffi!» replicavo.
Sorrideva, cosciente che il cammino di Cristo è difficile.
Io dovevo insegnargli la lingua del Paese dove era arcivescovo; lui mi ha insegnato ad amare l’altro senza aspettarsi nulla in cambio. «La vostra religione è molto difficile per me», gli dicevo scherzando. «Se qualcuno mi dà uno schiaffo io non posso porgergli l’altra guancia. Come minimo, gli do due schiaffi!» replicavo.
Sorrideva, cosciente che il cammino di Cristo è difficile.
sabato 22 agosto 2015
Il cipresso
Un discepolo assiduo andò a chiedere al suo maestro: "dopo tanti anni, dimmi finalmente la parola che mi libererà e mi permetterà di entrare nella grande Luce". Il maestro lo mandò in cortile dicendogli: "Va' a vedere il cipresso nel cortile!". Egli andò e lo vide. Gli venne donata la grande Luce.
A distanza di anni, quando ormai il discepolo era succeduto al maestro defunto, ecco giungere dal nord del paese qualcuno che aveva sentito parlare del nuovo maestro e della famosa parola del maestro precedente sul cipresso nel cortile.
A distanza di anni, quando ormai il discepolo era succeduto al maestro defunto, ecco giungere dal nord del paese qualcuno che aveva sentito parlare del nuovo maestro e della famosa parola del maestro precedente sul cipresso nel cortile.
lunedì 10 agosto 2015
Senza mani
In Giappone si racconta la storia di un maestro che aveva
trasmesso la grande luce ad uno dei suoi discepoli. Quest'ultimo, riconosciuto
e rassicurato dal suo maestro decise di lasciare tutto. Si recò in città e andò
a vivere in mezzo ai barboni
venerdì 1 maggio 2015
I tre scalpellini
Un viandante camminava per una strada assolata, finché giunse nei pressi di un cantiere, ove tre scalpellini lavoravano sotto il sole cocente.
Si avvicinò al primo di essi e gli chiese: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Non lo vedi? Sto sudando!” e il suo sguardo era torvo e il suo volto affaticato.
Si avvicinò al successivo scalpellino, gli rivolse la stessa domanda: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Non lo vedi? Mi sto guadagnando il pane!” e il suo sguardo era spento e il suo volto rassegnato.
Il viandante proseguì e ripeté al terzo scalpellino la domanda: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Ma come, non lo vedi?” Stiamo costruendo una cattedrale!” e i suoi occhi brillavano di soddisfazione e sul suo volto non vi era traccia di fatica."
Si avvicinò al primo di essi e gli chiese: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Non lo vedi? Sto sudando!” e il suo sguardo era torvo e il suo volto affaticato.
Si avvicinò al successivo scalpellino, gli rivolse la stessa domanda: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Non lo vedi? Mi sto guadagnando il pane!” e il suo sguardo era spento e il suo volto rassegnato.
Il viandante proseguì e ripeté al terzo scalpellino la domanda: “Cosa stai facendo?”
E quello: “Ma come, non lo vedi?” Stiamo costruendo una cattedrale!” e i suoi occhi brillavano di soddisfazione e sul suo volto non vi era traccia di fatica."
venerdì 17 aprile 2015
giovedì 15 gennaio 2015
giovedì 8 gennaio 2015
Quando comincia il giorno?
Un'amica ha condiviso con me questo racconto della tradizione ebraica
mercoledì 10 dicembre 2014
Quattro bambini cristiani...
Roma. A raccontare la loro storia è stato il vicario anglicano di Baghdad, Canon Andrew White. Siamo in una enclave cristiana caduta nelle mani degli uomini del Califfato vicino alla capitale irachena. “Le cose hanno iniziato a mettersi male a Baghdad, ci sono stati bombardamenti e sparatorie; hanno iniziato a uccidere i cristiani e così molti di loro hanno iniziato a fuggire verso Ninive, da dove molti provenivano”, ha raccontato il religioso anglicano alla stampa britannica. “Un giorno sono arrivati quelli dello Stato islamico e hanno dato il via a una vera e propria caccia all’uomo. Ne hanno ammazzati moltissimi”. Compresi dei bambini cristiani. Uccisi perché cristiani. Quattro in particolare.
domenica 8 giugno 2014
12 anni fa don Filippo diventava prete!
12 anni fa, mio fratello Filippo diventava sacerdote: che bello!
Durante una splendida cerimonia in Duomo, tenuta dal
cardinal Martini, ecco arrivare il momento della consacrazione e
dell'inizio del nuovo percorso di vita di una trentina di giovani
ragazzi, di giovani preti.
Attorno a me c'era una grande moltitudine di persone: genitori, parenti, amici, parrocchiani...
Attorno a me c'era una grande gioia. Si respirava nell'aria la favolosa esperienza della vocazione e dell'entusiasmo!
Ogni presente aveva gli occhi in festa!
Ogni presente aveva gli occhi in festa!
E poi è giunto il momento dell'abbraccio dei nuovi
presbiteri con tutti i presenti: uscendo dall'arcivescovado non avevano
il tempo di guardarsi in giro che venivano abbracciati dall'affetto di
parenti e amici.
Un abbraccio carico di emozioni, di commozione e di felicità!
Un abbraccio carico di emozioni, di commozione e di felicità!
Quando don Filippo è uscito l'ho visto prima come l'ho sempre visto: un fratello.
E poi... Come cantava De Gregori nella canzone "San Lorenzo":
"E il Papa la domenica mattina da San Pietro,
uscì tutto da solo tra la gente,
uscì tutto da solo tra la gente,
e in mezzo a San Lorenzo, spalancò le ali,
sembrava proprio un angelo con gli occhiali."
Cari auguri fratello don !
Lorenzo
sabato 5 aprile 2014
Sei tu Gesù?
Un gruppo di giovani manager, che avevano terminato una settimana di aggiornamento, correva nei corridoi dell'aeroporto. Era venerdì sera e tutti volevano rientrare a casa per il weekend. Erano in forte ritardo. Il loro volo era già stato chiamato da un po'. Stringevano valigette, biglietti e passaporti correndo tra i corridoi dell'aeroporto. All'improvviso e senza volerlo due di essi inciamparono in una bancarella di frutta e urtarono un cesto di mele. Le mele caddero e
martedì 4 febbraio 2014
Storia di Antonio
Martedì della settimana scorsa Antonio era andato a dormire al rifugio Caritas come le altre sere d'inverno. Dopo la consueta notte silenziosa di buon riposo, al mattino ha chiesto ai volontari di potersi fare una doccia. Pulito e rasato aveva intenzione di andare a trovare sua mamma e così ha fatto.
Lei è stata contenta di vederlo in ordine e sobrio ed hanno mangiato una pizza insieme. Alla sera, come gli altri giorni, Antonio è tornato al rifugio notturno e si è messo a letto per l'ultima volta. Un colpo nel silenzio della notte e senza lamenti Antonio se n'è andato.
Venerdì mattina il rito funebre celebrato da don Ettore alla presenza dei volontari Caritas e degli altri ospiti di mensa e rifugio, presente anche il sindaco. All'ingresso abbiam cantato "tra le mani non ho niente".
venerdì 21 dicembre 2012
Nonna Teresa
Dieci anni fa la nostra nonna Teresa prendeva la via del cielo verso la casa di nostro Padre Signore.
A lei sono legati davvero tanti splendidi ricordi e momenti indimenticabili.
Per ricordarla e visto che scrivo nel blog di mio fratello ne accenno solo uno che potrebbe avere segnato ed illuminato la via al sacerdozio di don Filippo.
A lei sono legati davvero tanti splendidi ricordi e momenti indimenticabili.
Per ricordarla e visto che scrivo nel blog di mio fratello ne accenno solo uno che potrebbe avere segnato ed illuminato la via al sacerdozio di don Filippo.
domenica 28 ottobre 2012
Ricchi e poveri
Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini.
Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.
Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:
mercoledì 16 maggio 2012
Sant'Agostino e il bambino
I misteri del cristianesimo sono grandi.
Si racconta che una sera d'estate sant'Agostino passeggiasse sulla spiaggia africana di Tagaste meditando sul mistero della Unità e Trinità di Dio. «Come sarà possibile che un Dio solo sia anche trino? Che uno sia tre e tre sia uno?» si chiedeva il grande padre della Chiesa.
Si racconta che una sera d'estate sant'Agostino passeggiasse sulla spiaggia africana di Tagaste meditando sul mistero della Unità e Trinità di Dio. «Come sarà possibile che un Dio solo sia anche trino? Che uno sia tre e tre sia uno?» si chiedeva il grande padre della Chiesa.
lunedì 16 aprile 2012
Tanti auguri al Papa clown
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