lunedì 28 maggio 2018

L'omelia della festa del grazie


La festa del grazie che apre la festa popolare cade quest’anno nella solennita della SS. Trinità. Con questa celebrazione vogliamo dire grazie a Dio per un anno di catechesi e di vita oratoriana passati insieme. E la festa popolare invita l’Oratorio ad aprirsi e a rivolgersi a tutti. Posso così dedicarmi a parlare delle due passioni della mia vita: la Trinità e l’Oratorio. Non è esagerato dire che l’Oratorio nasce e riceve la sua missione dalla Trinità stessa.

1. La prima cosa che mi pare importante ricordare è che l'Oratorio è il più serio tentativo a Lecco centro di far sì che la fede cristiana diventi una vita. Qui c'è una scommessa esplicita: siamo i cristiani, se non siamo cristiani non abbiamo ragione di essere. Cristiani senza altre aggiunte. E’ molto diverso impegnarsi in Oratorio rispetto al fare il volontariato. Ogni gesto di generosità va sempre bene ma non serviva Gesù Cristo per generare il volontariato. Spesso in oratorio ce ne si dimentica e facciamo come se fossimo una associazione o una cooperativa. No noi siamo la Chiesa.
E ciò che più ci tiene agganciati a Cristo è proprio la celebrazione dell'Eucarestia.

martedì 22 maggio 2018

Nel mattino del suo splendore originale

E’ mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.
Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare.
Non ho niente da offrire e niente da domandare.

Vengo solamente, Madre, a vederti.
Vederti, piangere di felicità, sapere questo
Che sono tuo figlio e tu sei qui.

giovedì 26 aprile 2018

Quel giorno d'aprile di F. Guccini - 2012

Non resisto alla tentazione di pubblicare questa canzone. L'Italia ha quasi sempre avuto dei poeti ufficiali: Carducci, Pascoli, Montale... ed ora? Uno c'è ma non fa il poeta: è un cantautore. Inutile negare che i cantautori italiani degli ultimi 70 anni abbiano soppiantato la funzione sociale della poesia. Ormai i loro testi si studiano a scuola (non senza molti rischi). A loro abbiamo affidato il genio della narrazione comune. Li cantiamo insieme sottotono o a squarciagola sotto la doccia, in macchina e insieme quando vogliamo essere uniti. Ne impariamo a memoria le strofe e chi ha il dono di suonare la chitarra ricercando gli accordi come magie per riprodurre quelle sensazioni.

Il mio preferito è (e credo rimarrà) Francesco Guccini.
Mi ha entusiasmato per la sua portata di critica sociale, mi ha fatto sbellicare con la sua ironia da comico di balèra, mi ha commosso con canzoni d'amore che ho impiegato molti anni a capire, mi ha affascinato nella capacità unica di descrivere la vita così com'è e lo ringrazierò per sempre per non essere morto sul palco ed essersi ritirato per anzianità come pochi sanno fare. Lo sento come un parente. Sarà che anche io ho origini appenniniche.

lunedì 23 aprile 2018

Ambrogio: perché imparassi a volare

Perché, dico io, ti ripieghi verso la Terra 
se in Enoch sei stato rapito al cielo?
Se in Elia sei stato innalzato col cocchio?
Se in Paolo sei stato rapito al Paradiso e posto a vivere nel cielo?
Se in Davide sei stato esaudito e ld hai preso le ali della colomba ed hai volato?
Se in Cristo sei stato sollevato fatto uccello nello Spirito?
Quando lo Spirito è disceso sotto forma di colomba 
ti ha dato le sue ali perché imparassi a volartene via dalla terra.

Ambrogio di Milano, 
commento al salmo 118/2 - lettera nun, 
Cittànuova editrice p. 125

domenica 25 marzo 2018

Francesco in dialogo coi giovani

Una stupenda giornata di dialogo tra il Papa ed i giovani mostra come Francesco sia davvero un guida solida e competente da cui c'è molto da imparare. Basta dire che il Papa parla in maniera diretta e per slogan, qui il pensiero è pieno, ricco, simpatico e complesso: da studiare!
dF

DOMANDE DEI GIOVANI E RISPOSTE DEL SANTO PADRE

venerdì 23 marzo 2018

Ambrogio: puoi dire "Tuo io sono"?

Come puoi tu che sei di quella risma, dire a Cristo: "Tuo io sono?" 
Egli ti risponderà: 
"Non chi dice "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli. 
Non chi mi dice "tuo io sono" è veramente mio.
Sei proprio mio se la coscienza non smentisce la tua affermazione, 
se l'anima o il tuo operato non confutando il tuo discorso. 

giovedì 22 marzo 2018

L'anaffettivo nella settimana santa

Si aggira anche in oratorio l'anaffettivo globale. Sguardo fisso al cellulare, cappellino sotto il cappuccio della felpa da cui spunta un cavetto bianco, già prima dei dieci anni se ne sbatte. La nonna lo rincorre ingoiando il senso di colpa, la mamma lo scusa e si china a raccoglier la cartaccia. Al giovane prete che gli chiede di sputare la cicca non da ascolto certo che al massimo gli sorriderà chiedendogli: ti sembra corretto?
Non poteva essere diversamente.