sabato 8 giugno 2019

Formidabili 17 anni

Oggi compio 17 anni di Messa. Non si dice così ma tant'è. Mi lascio andare alla mia amata malinconia (che non è tristezza ma memoria di chi sono).

giovedì 30 maggio 2019

Le cause del problema più serio dell'Italia

La scomparsa del sorriso - reprise

«Io amo l’umorismo vero. L’umorismo non si fa travolgere dalla vicenda e nello stesso tempo vi partecipa. I due elementi legano difficilmente e per questo sono merce rara. Tant’è vero che riesce bene solo a Dio» amava ricordare il nostro amato cardinale Giacomo Biffi. E questo blog a lui dedicato non poteva che ritrovarsi nell'analisi proposta recentemente dal direttore dell'Osservatore Romano. Per inciso va anche ricordato che gli ottimi Samuele Pinna e Davide Riserbato hanno appena pubblicato un libro sulle passioni letterarie di Biffi intitolato: Filastrocche e canarini. Il mondo letterario di Giacomo Biffi pubblicato da Cantagalli che vi consiglio vivamente.

Da molto tempo medito su questo tema assai scottante e di estrema attualità.

martedì 28 maggio 2019

il problema più serio dell'Italia

La scomparsa del sorriso 

di A. Monda

«L’attitudine umana più vicina alla grazia di Dio è l’umorismo» e più avanti rincara la dose: «Ordinariamente la gioia cristiana è accompagnata dal senso dell’umorismo, così evidente, ad esempio, in san Tommaso Moro, in san Vincenzo de Paoli o in san Filippo Neri. Il malumore non è un segno di santità: “Caccia la malinconia dal tuo cuore” (Qoèlet 11, 10). È così tanto quello che riceviamo dal Signore “perché possiamo goderne” (1 Timoteo 6, 17), che a volte la tristezza è legata all’ingratitudine, con lo stare talmente chiusi in sé stessi da diventare incapaci di riconoscere i doni di Dio». Si tratta di Papa Francesco e della sua esortazione apostolica sulla santità Gaudete et exsultate. Nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la festa di san Filippo Neri viene spontaneo seguire l’esempio del Papa e associare buon umore e santità perché come diceva Leon Bloy c’è solo una tristezza, quella di non essere santi.

sabato 13 aprile 2019

Benedetto XVI: La pedofilia nella Chiesa

Questo testo del Papa emerito Benedetto XVI è una pietra miliare. Nella confusione silenziosa che regna nel pensiero cristiano cattolico getta un'enorme luce serena e piena della gioia della verità. E' assurdo schierarsi per Benedetto contro Francesco, non c'è nessuna ragione che giustifichi questa interpretazione tanto diffusa da essere ormai noiosa. Il dramma della pedofilia nella Chiesa non è solo una piaga ma una vera tragedia, un sintomo di qualcosa di profondo che non va nel pensiero e nella pratica. Papa Benedetto offre una sintesi che è un vero servizio all'intero corpo della Chiesa mistero lunare. Chiunque ami la Chiesa deve fermarsi, leggere, fare la fatica di comprendere e semmai approfondire questi "appunti". Io mediterò a lungo su queste parole ed invito tutti a farlo.
dF
Il testo è tratto dal sito del Corriere della Sera



Dal 21 al 24 febbraio 2019, su invito di Papa Francesco, si sono riuniti in Vaticano i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo per riflettere insieme sulla crisi della fede e della Chiesa avvertita in tutto il mondo a seguito della diffusione delle sconvolgenti notizie di abusi commessi da chierici su minori. La mole e la gravità delle informazioni su tali episodi hanno profondamente scosso sacerdoti e laici e non pochi di loro hanno determinato la messa in discussione della fede della Chiesa come tale. Si doveva dare un segnale forte e si doveva provare a ripartire per rendere di nuovo credibile la Chiesa come luce delle genti e come forza che aiuta nella lotta contro le potenze distruttrici.

giovedì 4 aprile 2019

La credibilità della fede ed il buon umore (con una lacrimuccia)

Che gioia ritrovare su youtube il mio amato Cardinale! Il solo timbro della sua voce mi dona pace e buon umore. Ma perché nessuno avvia la causa di beatificazione!?

venerdì 1 febbraio 2019

Francesco: la più grande influencer della storia... Maria!

Cari giovani, buonasera!

Abbiamo visto questo bello spettacolo sull’Albero della Vita che ci mostra come la vita che Gesù ci dona è una storia d’amore, una storia di vita che desidera mescolarsi con la nostra e mettere radici nella terra di ognuno. Quella vita non è una salvezza appesa “nella nuvola” in attesa di venire scaricata, né una nuova “applicazione” da scoprire o un esercizio mentale frutto di tecniche di crescita personale. Neppure la vita che Dio ci offre è un tutorial con cui apprendere l’ultima novità. La salvezza che Dio ci dona è un invito a far parte di una storia d’amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perché possiamo dare frutto lì dove siamo, come siamo e con chi siamo. Lì viene il Signore a piantare e a piantarsi; è Lui il primo nel dire “sì” alla nostra vita, Lui è sempre il primo. È il primo a dire “sì” alla nostra storia, e desidera che anche noi diciamo “sì” insieme a Lui. Lui sempre ci precede, è il primo.

E così sorprese Maria e la invitò a far parte di questa storia d’amore. Senza dubbio la giovane di Nazaret non compariva nelle “reti sociali” dell’epoca, lei non era una influencer, però senza volerlo né cercarlo è diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia.